Validità del green pass

Nuove faq del Governo. Abolito il termine temporale di 48 ore per la richiesta anticipata ai fini dell'accesso nei luoghi di lavoro.

  • Nuove faq - Il Governo ha aggiornato le risposte a quesiti in materia di green pass nei luoghi di lavoro. I soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne hanno diritto, nelle more del rilascio e dell’aggiornamento, potranno avvalersi dei documenti in formato cartaceo o digitale rilasciati dalle strutture sanitarie pubbliche e private, farmacie, laboratori di analisi, medici di medicina generale e pediatri (faq n. 3). Tali documenti sono validi per accedere ai luoghi di lavoro.
    • Prima dose dei vaccini che ne richiedono 2: la certificazione sarà generata dal 12° giorno dopo la somministrazione e avrà validità dal 15° giorno fino alla dose successiva.
    • Seconda dose e dose unica: la certificazione sarà generata entro un paio di giorni e sarà valida per 12 mesi dalla data di somministrazione.
  • Richiesta anticipata - Viene eliminato il termine temporale di 48 ore per la richiesta anticipata del certificato: il datore di lavoro potrà chiedere il green pass al lavoratore con un preavviso consono a soddisfare le esigenze organizzative (faq n. 10).
  • Esentati - Sarà predisposto un apposito QR code per i soggetti esentati dal vaccino che, nel frattempo, dovranno trasmettere la documentazione attestante l’esenzione al medico competente che informerà il personale deputato ai controlli. Si studia una soluzione per i lavoratori ai quali è stato somministrato un vaccino non riconosciuto dall’Ema.
  • L'obbligo - L'obbligo di green pass dal 15.10.2021 al 31.12.2021 ricade non soltanto su chi lavora ma, per espressa previsione normativa, anche su chi svolge attività di formazione o di volontariato.
    • L'obbligo impone il possesso del green pass ai fini dell'accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta.
    • Al rispetto dell'obbligo sono tenuti il "personale" e i "soggetti terzi", ma questi ultimi soltanto se accedono ai luoghi di lavoro per "ragioni diversa dalla semplice fruizione dei servizi". Caso particolare è quello dei soci di cooperative: se prevale la figura del socio, l'obbligo ricorre. Infatti, il T.U. sicurezza definisce "lavoratore" a tutti gli effetti il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso.