Obbligo green pass dal 15 ottobre 2021

Dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, al fine di prevenire la diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2, è fatto obbligo a:

   .-  lavoratori interni dell’azienda
    .- lavoratori esterni all’azienda
   .-  consulenti esterni di qualunque genere

di possedere e di esibire su richiesta la certificazione verde COVID-19 al momento dell’accesso nei locali aziendali.

Qualora si fosse soggetti esenti alla campagna vaccinale (ad esempio per motivi pregressi di salute), servirà esibire idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute (circolare ministeriale 35309 del 04/08/2021).

L'azienda (quindi uno qualsiasi dei suoi componenti, datore di lavoro o lavoratori) è tenuta a verificare il rispetto di tali prescrizioni con apposita app C19 su cellulare (anche proprio) nelle modalità che riterrà più opportune (è concesso anche il controllo a campione).
Il delegato a verificare il possesso del Green Pass dei colleghi tramite app "VerificaC19" installata sul celluare DEVE ESSERE formalmente nominato (in esempio si allega la modulistica per la nomina del lavoratore e per la sua formazione in termini di operatività e privacy):

NOMINA LAVORATORE
https://mcusercontent.com/cb9f80cdb488ca88dfa281cca/files/a2cc7107-3b54-61f2-3eda-a134486017d7/3_Delega_verifiche_green_pass.docx

MANUALE USO APP VERIFICA C19
https://mcusercontent.com/cb9f80cdb488ca88dfa281cca/files/ab5d1fe0-0c51-1b61-9444-5a2081c7e952/2_manuale_verifier.pdf

 

E’ a carico del datore di lavoro l’onere del rispetto dell’obbligo della esibizione della certificazione e della definizione delle modalità di esecuzione delle verifiche, che deve avvenire entro il 15/10/2021. Deve inoltre individuare con atto formale i soggetti incaricati all’accertamento. Nel caso contrario è punibile con una sanzione amministrativa da 400 a 1000 euro, inflitta dal Prefetto.

Conseguenze per i lavoratori:
I lavoratori che comunichino di essere privi della certificazione, o qualora ne siano privi al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, sono considerati assenti ingiustificati fino alla presenza della predetta certificazione e comunque non oltre il 31/12/2021. L’assenza ingiustificata comporta la privazione della retribuzione e di ogni altro emolumento e il relativo versamento dei contributi previdenziali. Il datore di lavoro non è tenuto a fare alcuna contestazione scritta al lavoratore per effetto del fatto che viene considerato assente ingiustificato e quindi non è tenuto ad alcuna procedura disciplinare. In questo caso comunque il lavoratore conserva il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Ditte con meni di 15 dipendenti:
dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata del lavoratore il datore di lavoro può instaurare un rapporto di lavoro a tempo determinato di 10 giorni con altro lavoratore in sua sostituzione, rinnovabile una sola volta. Se nel frattempo il lavoratore assente si munisce di regolare certificazione, per riprendere il lavoro deve attendere la scadenza del contratto sostitutivo e rimane assente ingiustificato.
Il lavoratore che non possegga, o non esibisca, a richiesta, la certificazione ai fini dell’accesso al lavoro, a seguito controllo anche a campione sul luogo di lavoro, è punito con la sanzione amministrativa da 600 a 1500 euro, di competenza del Prefetto che si avvale delle forze di polizia.
Se il certificato scade dopo l’accesso al luogo di lavoro, il lavoratore può terminare la giornata lavorativa in quanto il certificato serve per l’accesso al lavoro. In caso di mensa aziendale la verifica va fatta due volte, una all’ingresso del posto di lavoro e una all’ingresso della mensa.
La verifica del possesso della certificazione va fatta dal datore di lavoro sia per i luoghi di lavoro al chiuso che all’aperto (es. cantieri edili ect.)

Sia i dati della certificazione, che della scadenza, non possono essere registrati, in alcun modo, per motivi di privacy, e per questo la verifica va fatta giornalmente.

E' necessario tenere traccia dei controlli?
Attualmente nulla è stato detto, per cui si attendono spiegazioni del caso da parte del Governo. E' consigliabile tenere nota di nome e cognome dei soggetti esterni all'azienda (consulenti, corrieri, fornitori ecc..) che entrano in azienda, per facilitare le operazioni di tracciamento in caso di positività.