Ritorna il credito di imposta sanificazione e DPI (anche tamponi)

Torna, per i mesi di giugno, luglio e agosto 2021, il credito di imposta sanificazione. L'Agenzia delle Entrate non ha ancora predisposto l'apposita procedura per la richiesta. Le spese agevolate sono le stesse ammesse al precedente credito di imposta sanificazione, oltre a quelle relative ai tamponi. Ricordiamo che tutte devono rispettare i requisiti di legge (es. anifacazione corredata da apposita certificazione, mascherine, guanti, altri dispositivi devono rispettare la normativa europea, pertanto le confezioni riportanti tali indicazioni devono essere conservate per sei anni).

Alla luce dell'esperienza maturata con il credito di imposta del 2020, il beneficio verrà richiesto solo per i nostri clienti che sostengono spese per un importo superiore a Euro 3.000,00. Ciascuna pratica infatti richiede mediamente oltre tre ore di lavoro, risultando quindi molto onerosa. Le fasi da svolgere sono le seguenti:

 

.- apertura del fasicolo bouns sanificazione intestato al soggetto beneficiario;
.- raccolta delle fatture relative al servizio di sanificazione, acquisto DPI, tamponi;
.- coordinamento con il cliente per la verifica che gli acquisti rispettino i requisiti di legge, testo di legge alla mano;
.- calcolo del bonus teoricamente spettante;
.- redazione della pratica e successivo invio telematico all'Agenzia delle Entrate;
.- raccolta e archiviazione della ricevuta attestante l'avvenuta ricezione da parte dell'Agenzia delle Entrate;
.- monitoraggio successivo del sito dell'Agenzia delle Entrate per la comunicazione della misura definitiva del credito di imposta con determinazione del credito di imposta effettivamente spettante.

Di seguito un approfondimento sull'argomento.

Nell’ambito del DL “Sostegni-bis” viene previsto anche un nuovo credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del COVID-19.

Il credito d’imposta spetta, come il precedente di cui all’art. 125 del DL 34/2020, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, nonché alle strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale a condizione che siano in possesso del codice identificativo di cui all’art. 13-quater, comma 4 del DL n. 34/2019 convertito.

A tali soggetti spetta un credito d’imposta delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, comprese le spese per la somministrazione di tamponi per COVID-19.

Nello specifico, viene disposto che sono ammissibili al credito d’imposta le spese sostenute per:
- la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
- la somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative e istituzionali esercitate dai soggetti beneficiari;
- l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
- l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
- l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui sopra, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
- l’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura teorica pari al 30% delle suddette spese, fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2021.
La percentuale del credito d’imposta riconosciuto risulterebbe quindi inferiore rispetto al 60% teorico previsto nella versione dell’agevolazione per il 2020 disciplinata dall’art. 125 del DL 34/2020.

Il credito d’imposta verrà utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa oppure in compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, senza applicazione dei limiti alle compensazioni di cui all’art. 1, comma 53 della L. 244/2007 e di cui all’art. 34 della L. 388/2000.
Non è prevista la possibilità di cedere il credito d’imposta.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109, comma 5 del TUIR.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta, al fine del rispetto del limite di spesa.
Si ricorda che in relazione al precedente credito d’imposta era necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili, a seguito delle quali l’Agenzia delle Entrate ha poi definito la percentuale effettivamente fruibile.